Più di tante parole potè il video
27
gen
Più di tante parole potè il video
10
dic
Posto che secondo me bisognerebbe sempre concedersi il piacere di un pasto seduti a tavola, con piatti e posate dignitose, una tovaglia pulita e i sapori sopraffini che la nostra città è in grado di offrire, spesso i ritmi lavorativi ci impongono invece tempi strettissimi e offerta mediocre.
La scelta cade il più delle volte su panini che ricordano vagamente il copertone del motorino parcheggiato al mattino, con affettati che riproducono in toto i colori della nostra bandiera e banconi che fanno bella mostra di sè sfoggiando spillatori di Coca Cola dall’incerta carcassa in plastica scadente.
Però non tutto è perduto.
La capitale sabauda ha, tra le sue innumerevoli qualità, il pregio di ospitare alcuni tra i migliori caffè d’Italia. Una tradizione che affonda le sue radici al tempo delle grandi dinastie europee e che, fortunatamente, è ancora salvaguardata.
Tra questi un posto d’onore è riservato al Caffè Mulassano, piccolo gioiello in marmo e legno pregiato, stretto tra la nobile volta della Galleria San Federico e l’ingombrante confronto con il maestoso Caffè Baratti.
A questo punto bisognerebbe raccontare della gentilezza dei baristi in giacca rigorosamente bianca e papillon. O delle invitanti mini-sacher che occhieggiano dalla vetrina.
Però Mulassano è conosciuto soprattutto per aver importato la tradizione del tramezzino, con una quarantina di varianti sfiziose, all’aragosta, al carpaccio di polpo, con gamberetti e cuore di palma, alla mocetta di Pessinetto, con toma di Lanzo e olio aromatizzato alle erbe, e poi la robiola alle erbette, gorgonzola mascarpone e noci, filetti d’acciuga con tartufo.
Ma è del cugino povero che qui si vuol raccontare.
Il toast di Mulassano è piuma. E a ben guardarlo, dopo aver affondato il primo morso, viene da domandarsi come possa stringere abbondante e saporito affettato e mozzarella gustosa e filante tra le due fette di pane tostate alla perfezione. Dorate, croccanti e friabili.
Il primo impulso suggerirebbe di ordinare lestamente un secondo, per l’intima convinzione di non potersi accontentare di tale leggerezza.
Ma all’improvviso, all’ultimo boccone, resta solo la soddisfazione di aver assaporato un tale capolavoro. E il pomeriggio può cominciare in compagnia della giusta sazietà.

13
ott
L’annuncio era già stato dato qualche mese fa.
Tornano i Wu Ming, dal 20 novembre in libreria sarà possibile trovare Altai, il seguito del celebre romanzo scritto dal collettivo che allora portava il nome di Luther Blisset.
Per adesso è possibile vedere l’anticipazione della copertina e ascoltare alcune pagine.
8
gen
Anno nuovo e invece dei soliti propositi qui si prova a sistemare le stanze dell’appartamento.
Nonostante il periodo di studio intenso, riprenderà (o forse partirà per la prima volta) in maniera seria la gestione del blog E-democracy che gentilmente gli amici di Experientia/Putting People First mi mettono a disposizione, attraverso il quale proverò a raccontare le esperienze italiane in materia.
Si trova qui http://www.experientia.com/it/edemocracy
Come molti sanno, è cominciata da qualche settimana su Radio Flash la trasmissione Senza Rete. Insieme a uno dei giornalisti torinesi più bravi e preparati, Gianluca Gobbi, proviamo a raccontare in maniera dissacrante i fatti di cronaca visti dalla Rete. Di solito trasmettiamo il lunedì alle 13.30, ma ci piace anche improvvisare.
C’è il blog www.invisigot.com/senzarete con il riassunto delle puntate e il podcast disponibile. E Facebook.
Infine c’è il caro vecchio Invisigot, che rispetto al passato mostra una vitalità quasi impressionante. Qui continuerò, in maniera sistematica (prometto!) a occuparmi delle cose che più mi appassionano, soprattutto il giornalismo (a proposito, ce l’ho fatta!), la comunicazione politica, le nuove tecnologie. Insieme a qualche riflessione qua e là. Con l’aiuto di qualche mente capace, a breve ultima versione di wordpress e layout nuovo in versione minimal. Non pensiate di trovarci i fatti miei, perchè non se ne parla.
Infine su FriendFeed trovate un po’ di mie cose aggregate.
Da qualche parte dovrei avere pure un tumblr, ma come si dice dalle mie parti esageruma nen.
Infine un grazie a chi è giunto qui cercando la casa di abbigliamento petere.
7
ott
E’ uscito il nuovo disco dei Metallica.
Ho cominciato ad ascoltarlo da qualche giorno e, se uno non avesse mai ascoltato nulla dei Four Horsemen, potrebbe quasi considerarlo un buon disco metal. Che si lascia ascoltare.
Poi qualcuno azzarda. Ricorda “…and Justice for All”, dicono.
Allora stamattina mi organizzo e in macchina metto su il cd di “…Justice”. Giusto per fare il confronto.Dopo un minuto ho staccato. Siamo su un altro pianeta, su un altro sistema solare.Il resto è accanimento terapeutico.
Stasera mi faccio una dose di Master of Puppets.
8
lug
Riporto qui una cosa già scritta altrove
Per molti la giornata comincia con uno dei classici italiani. Ma quanti sono veramente coscienti delle sfumature segrete che si nascondono dietro quest’opera d’arte?
Ecco un breve decalogo che può aiutare i più a scegliere e giudicare per non cadere in sorprese potenzialmente deflagranti per il prosieguo della giornata.
Il caffelatte
A quanti è capitato di avere un appuntamento fuori sede ed avere giusto quei cinque minuti necessari alla colazione? Solitamente questi uffici sono collocati nelle periferie più infami della città e hanno la prerogativa di vedere la presenza, nei paraggi, di bar con la medesima insegna verde e i nomi più improbabili: bar 2000, da rosy, manhattan. Eccovi allora servito il cappuccino dal colore anonimo ma soprattutto dalla densità totalmente inconsistente. Il latte utilizzato è solitamente a lunga conservazione e non monterebbe neanche se fosse scaldato da una centrale termonucleare. Il sapore è solitamente connotato da un vago retrogusto chimico dovuto alla miscela di caffè scandinavo. La giornata è irrimediabilmente rovinata.
Lo schiumato
Il cappuccino schiumato è il più subdolo e infido della categoria. Si manifesta in bar pretenziosi ma dalla scarsa cura del dettaglio. Tipico esempio ne è il bar di secolare tradizione ma con lo spillatore della coca cola interamente in plastica collocato sul bancone in marmo di carrara. All’osservatore superficiale lo schiumato può risultare dall’aspetto gradevole, ma solo l’estimatore vero scopre il lato ingannatore: tutte quelle piccole bolle d’aria che danno un vago senso di polistirolo al tatto, amalgama tra caffè e crema di latte pressocchè inesistente, rischio-caffelatte appena giunti a metà tazza. Vorrei ma non posso.
Il cappuccino reale
E’ la vera porta per una giornata che scivola via leggera e senza scossoni. Il caffè è preparato con la macchina del caffè a leva. Il latte, della migliore qualità si intende, montato con sapiente mano e tocco leggiadro. Il bricco maneggiato con risolutezza. Il caffè miscela arabica tostato chicco per chicco. L’amalgama con striature regolari e sinuose. Velluto al tatto, bolle d’aria inesistenti, il cappuccino reale mantiene la sua dimensione aristocratica fino a fondo tazza, fino all’ultimo cucchiano. Raro, come solo le perle sanno essere.

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